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Il funzionamento sicuro degli ascensori nel nostro paese è stato praticamente da sempre affidato alle società dei manutentori incaricati del loro mantenimento in servizio.

Risale al 24 ottobre 1942 la prima legge (Legge n.1415) che ha stabilito che “il proprietario è tenuto ad affidare la manutenzione di tutto il sistema dell’ascensore o del montacarichi a persona munita di certificato di abilitazione o a ditta specializzata, la quale deve provvedere a mezzo di personale abilitato”.

Non era una formulazione molto diversa da quelle enunciate nei successivi decreti relativi agli ascensori e che ritroviamo anche nel decreto attualmente in vigore (D.P.R. 30 Aprile 1999 n.162 e s.m.i).

Che la manutenzione debba essere dedicata in modo particolare alla sicurezza degli utenti è stato da sempre ribadito con l’obbligo del manutentore di togliere l’ascensore dall’esercizio allorchè egli ne riscontri carenze di sicurezza che potrebbero generare pericoli per gli utenti.

La legge italiana prescrive che il proprietario dello stabile, o il suo legale rappresentante, debba sottoporre l’ascensore a verifica periodica ogni due anni. Ciò per affidare a un organismo terzo, notificato e abilitato, il controllo del mantenimento in sicurezza dell’ascensore a cura del proprietario e del manutentore.

Infatti anche i soggetti incaricati della verifica periodica biennale hanno il compito e il dovere di non permettere il mantenimento in esercizio di ascensori che non rispettano le necessarie condizioni di sicurezza, emettendo verbale negativo successivamente alla verifica effettuata.

Nell’evoluzione degli ultimi anni, il mondo, gli utenti sono cambiati, diventano sempre più esigenti e selettivi, in parallelo con la diffusione sempre maggiore degli ascensori che sono divenuti nel frattempo un elemento chiave per la mobilità di tutte le persone, indipendentemente da età e condizione fisica.

Non si deve dimenticare che in Italia funzionano ogni giorno oltre 900.000 ascensori.

Tale ragguardevole numero di impianti ascensori, che si stima facciano ogni giorno circa cento milioni di corse, richiede, come è naturale che sia, un’affidabilità assoluta che può essere ottenuta solo con una manutenzione preventiva, accurata e programmata.

Le spese generate dagli impianti ascensore saranno ripartite in osservanza dell’art.1124 c.c. “Le scale e gli ascensori sono mantenuti e sostituiti dai proprietari delle unità immobiliari a cui servono. La spesa relativa è ripartita tra essi, per metà in ragione del valore delle singole unità immobiliari e per l’altra metà esclusivamente in misura proporzionale all’altezza di ciascun piano dal suolo. Al fine del concorso nella metà della spesa, che è ripartita in ragione del valore, si considerano come piani le cantine, i palchi morti, le soffitte o camere a tetto e i lastrici solari, qualora non siano di proprietà comune”.

FONTE: Editore “Cambi di scena” di Teresa Lorusso